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Siamo al passo con le altre città del Sud d’Italia: sfatata la leggenda metropolitana che addita Cagliari come il Comune con la Tarsu più cara.
Tarsu e Tia: le differenze
Tassa smaltimento rifiuti solidi urbani: la Tarsu è un tributo che gli abitanti di ogni comune devono pagare ogni anno per contribuire ai costi di igiene e smaltimento dei rifiuti della città.
Nel 1997 con il Decreto Ronchi è stata introdotta la Tariffa di igiene ambientale (Tia) come corrispettivo per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Una tariffa che avrebbe dovuto sostituire entro il 2007, per i comuni con più di 5mila abitanti e dal 2008 per gli altri comuni e per quelli in deficit di bilancio, la Tarsu. Le modalità di calcolo della Tia sono diverse dalla Tarsu che è quantificata in base alla superficie dei locali detenuti dai soggetti tenuti al pagamento. La Tia, invece, si calcola, per le famiglie, in base alla numerosità del nucleo familiare e alla superficie dei locali, per le aziende in base alla tipologia d’attività produttiva.
La Tia è divisa in due parti: una fissa e una variabile. Un tributo che va incontro ai cittadini ma che non è ancora applicato in tutte le regioni. Il totale della Tarsu, invece, è il prodotto della tariffa a metro quadro per il totale dei metri quadri cui si aggiunge il 10% di addizionale erariale e l’addizionale provinciale.
Ma Cagliari non è l’unica città d’Italia in cui ancora si applica la Tarsu, anzi, la città sembra seguire di pari passo le mosse degli altri Comuni del Sud, e non solo.
Nel particolare: al Sud il 92% dei capoluoghi adotta ancora la Tarsu, mentre al centro i Comuni che adottano la tariffa è il 57%.
I costi
Detto questo, visto che Cagliari è stata spesso additata come la città più cara d’Italia per quanto riguarda la Tarsu, è necessario chiarire la situazione.
Stando ai dati raccolti nel “Sesto rapporto Uil sui rifiuti solidi urbani”, tra le 61 città italiane che pagano la Tarsu, nel 2009, Cagliari si attesta al 46esimo posto con 3.06 euro a metro quadro.
Dopo Cagliari, i prezzi salgono con: Trieste (3,09), Arezzo (3,15), Venezia (3,25), Pistoia (3,28), Asti (3,28), Prato (3,30), Siracusa (3,47), Enna (3,48), Roma (3,53), Catania (3,65), Caserta (3,93), Benevento (4,05), Siracusa (4,07), Salerno (4,12) e Napoli (4,53).
Questo di traduce in un dato più che positivo: Cagliari non sale sul podio delle 10 città italiane più care (comprese quelle che pagano la Tia), rappresentate invece da: Napoli, Salerno, Siracusa, Livorno, Benevento, Caserta, Latina, Lucca, Agrigento e Catania.
E se si parla spesso anche degli aumenti annuali costanti della Tarsu, è opportuno smentire anche questa “diceria”. Infatti, in città la tariffa è ferma al 2007. L’ultimo aumento risale proprio a quell’anno quando, dal 2006 si passò a un rincaro di 51 centesimi fino ad arrivare ai 3,06 euro a metro quadro che da allora sono rimasti invariati.
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